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Appunti sulle immagini: 2° pagina

Le immagini sono enigmi che si risolvono con il cuore – G. Bruno

Lavorare con le immagini rimane una necessità, quasi un’urgenza. Penso che partendo da questa necessità, il problema non sia, come realizzare un’immagine, quanto il perché.

Negli anni ho maturato una consapevolezza tutta personale. Dare un senso, una progettualità al proprio lavoro di creatore/architetto d’immagini sia, oltre che una necessità, anche un dovere.

Nel mio percorso artistico, comunicazione, immaginazione e creazione devono interrogare continuamente lo spettatore. L’immagine creata/presentata non deve lasciare spazio solo all’estetico. Il contenuto esplicito o più sottotraccia  si deve mostrare attraverso la bellezza di un’immagine. L’immagine non deve essere necessariamente scomoda, per poterci fare riflettere.

C’è una dimensione poetica del colore, quel colore che diventa macchia o meglio che è macchia.

Segno indistinto e indistinguibile della “pittura” sono i dipinti figurativi. Lì la corposità del colore è macchia. Penso a Rembrandt, nient’altro, una macchia che da forma all’immagine. Ad un immagine riconoscibile ma che sfumata, evanescente, si può leggere anche come solo colore. Quel colore che anima la nostra vita.

Quanti dipinti ed immagini, visti in bianco e nero, non raccolgono la nostra attenzione. Segno e dimostrazione, che il colore è parte della realtà, la modella, sia nella lettura estetica che in quella simbolica.